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Giovanni Salomoni
On Blogger since: August 2015
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About me

IndustryArchitecture
OccupationLibero professionista
IntroductionNasco a cavallo di due generazioni. Per alcuni sono tra gli ultimi della generazione X, per altri il primo dei millennials. Già avevamo iniziato male. Prima geometra al Vacchelli di Cremona, sono poi diventato Architetto al Politecnico di Milano, e infine Artista giardiniere alla Scuola agraria del Parco di Monza. Dopo essere quasi andato fuori di testa durante il periodo covid, ora lavoro stabilmente in “smart” dai Casali di Morfasso. Convintamente single, visito almeno due musei al mese per compensare. La mia opera d'arte preferita è "Topolino con rose" di Jan Brueghel, dipinto nel 1605 e conservato alla Pinacoteca Ambrosiana. Ogni tanto mi piace fare un viaggetto, sempre per andare a guardare i giardini degli altri. Ma non sento mai bisogno di andare in ferie. Passo metà del mio tempo a scrivere liste di cose da fare, e l’altra metà a rammaricarmi di non riuscire a fare tutto quello che ho listato. Il tempo che rimane lo dedico al mio piccolo e rinsecchito giardino dei Casali, pieno di bulbi, rose e qualche erbacea eroica.
Favorite moviesFilm preferiti: la Trilogia del “Signore degli anelli” di Peter Jakson; La quasi trilogia “Dune” di Dennis Vilneuve; Un po’ di supereroi Marvel e Dc, quando serve; “Robin Hood” di Ridley Scott; “Notting Hill” di Roger Michell; “Orgoglio e pregiudizio” di Joe Wright; “Sister act”, che quando passa su Rai uno realizzi di essere diventato ancora più vecchio.
Favorite musicPer la musica parto da un po' di Pop commerciale contemporanea italiana, tipo Alfa, Olly, Santi Francesi, Bresh, Fulminacci. Pop Internazionale anni 90/2000, oltre a M83, Coldplay, Immagine Dragon, Avcii, Jimmy eat world. Post rock: su tutti This will destroy you. Anche Bon Iver, se rientra in questa casellina.
Favorite booksLibri preferiti: tutte le opere di Tolkien in pole position. Saghe fantasy: più sono interminabili e meglio è. Tipo Martin con le “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, Jordan/Sanders con la “Ruota del tempo”, Sapkowski con la saga di Geralt di Rivia. Insomma niente sotto le mille pagine. La saga di “Dune” di Herbert per la sezione fantascienza, cui fa compagina la “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams. Il saggio breve di Carlo Maria Cipolla sulla stupidità umana merita un posto speciale. Talvolta c’è tempo anche per qualche classico della letteratura.
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